Roma, 2010-01-12
Ciò non solo è contenuto nello spirito e nella lettera della Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ma anche in un documento dell’UNICEF presentato all’inizio della XVI Legislatura, oggi quanto mai attuale, in cui si afferma di “favorire, tenuto conto dell’importante ruolo della scuola nel processo di inclusione sociale, l’inserimento scolastico degli alunni di origine straniera attraverso provvedimenti che mirino a ridurre il divario tra gli esiti scolastici di questi ultimi e gli alunni italiani, evitando il verificarsi di fenomeni di concentrazioni di alunni stranieri che si traducano in realtà scolastiche a forte rischio di segregazione”.
Chiediamo al Ministro Gelmini di riconvocare quanto prima l’Osservatorio Nazionale per l’Integrazione degli Alunni Stranieri e dell’Educazione Interculturale – istituito creato nel 2006 e che da tempo ha smesso di operare – al fine di elaborare progetti adeguati, che tengano conto delle esigenze di tutti, in primis di quelle famiglie, italiane e straniere, cui occorre analizzare le preoccupazioni e dare risposte concrete in merito all’educazione ed al rendimento scolastico dei propri figli, senza strumentalizzazioni e discriminazioni.
L’Unicef denuncia la Gelmini: Non si può ghettizzare i bambini stranieri
submitted by Mathieu Landriault — 0 comment(s)L'unico Paese d’Europa a segregare scolari e immigrati in quote senza tenire conto della realtà.
Non si comincia dal tetto per
costruire una proposta di integrazione culturale, occorre bensì partire
dalle fondamenta e lavorare sulla base del progetto di società che si
intende costruire. L'integrazione degli alunni con cittadinanza non
italiana è un elemento fondamentale per fare in modo che il Paese sia
in grado di garantire i diritti a tutti i bambini e gli adolescenti,
senza alcuna discriminazione.
Bisogna avere la forza di intervenire
sulla normalità, non basando le proposte di intervento
sull’eccezionalità e prevedere, proprio nel Piano Nazionale
dell’Infanzia che mi auguro il Governo come promesso presenti a fine
gennaio, risposte e misure concrete che favoriscano l’interculturalità
e l’integrazione come valori fondanti della nostra coesistenza civile,
senza l’introduzione di criteri selettivi.
Ciò non solo è contenuto nello spirito e nella lettera della Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ma anche in un documento dell’UNICEF presentato all’inizio della XVI Legislatura, oggi quanto mai attuale, in cui si afferma di “favorire, tenuto conto dell’importante ruolo della scuola nel processo di inclusione sociale, l’inserimento scolastico degli alunni di origine straniera attraverso provvedimenti che mirino a ridurre il divario tra gli esiti scolastici di questi ultimi e gli alunni italiani, evitando il verificarsi di fenomeni di concentrazioni di alunni stranieri che si traducano in realtà scolastiche a forte rischio di segregazione”.
Non ci risulta esista un
provvedimento di fissazione di una quota di stranieri per classe in
alcun paese europeo in cui peraltro l’incidenza percentuale degli
alunni stranieri nelle scuole è di gran lunga superiore alla nostra, la
stessa normativa italiana prevede di evitare la costituzione di classi
in cui risulti predominante la presenza di alunni stranieri.
Chiediamo al Ministro Gelmini di riconvocare quanto prima l’Osservatorio Nazionale per l’Integrazione degli Alunni Stranieri e dell’Educazione Interculturale – istituito creato nel 2006 e che da tempo ha smesso di operare – al fine di elaborare progetti adeguati, che tengano conto delle esigenze di tutti, in primis di quelle famiglie, italiane e straniere, cui occorre analizzare le preoccupazioni e dare risposte concrete in merito all’educazione ed al rendimento scolastico dei propri figli, senza strumentalizzazioni e discriminazioni.
Dott. Vincenzo Spatafora, Presidente dell’Unicef Italia