RIFLESSIONI E OPINIONI
Roma,
2010-02-25
Stop al contributo volontario
...non verrebbe in mente a nessuno di contribuire personalmente alle spese per il funzionamento della giustizia, così a nessuno dovrebbe venire in mente di contribuire alle spese per l'istruzione nella scuola pubblica...
STOP AL CONTRIBUTO VOLONTARIO
Roma, 24-02-2010
Intervengo, come ho già fatto più volte in queste ultime settimane, nella vicenda del "contributo volontario".
Finalmente dopo anni di andamento carsico il problema riemerge alla luce del sole.
Il "contributo volontario" (che rientrava nelle partite di giro dei bilanci dei primi anni degli Organi Collegiali
a metà degli anni ''70) era stato subito fortemente contestato dalle liste democratiche dei genitori e
degli studenti. Gli aspetti negativi erano più di uno.
I più evidenti: una discriminazione tra le scuole, una discriminazione tra i genitori. Per ovviare, almeno
in parte, al secondo inconveniente i Consigli d'Istituto cominciarono a fissare una cifra
uguale per tutti, ma il "contributo volontario-obbligatorio" scritto sul cedolino veniva consegnato
ai genitori unitamente al cedolino della tassa statale e non era facile percepire la differenza
tra "volontario" e "obbligatorio", tanto più che non ci si poteva esimere senza incorrere in
penose spiegazioni ..
La nostra battaglia continuò per anni, con successo nelle scuole dove eravamo presenti e
riuscivamo ad argomentare.
Sostenevamo che L' ISTRUZIONE NON E' UN SERVIZIO SOCIALE A DOMANDA INDIVIDUALE,
MA- COME L’ESERCIZIO DELLA GIUSTIZIA- E' UNA FUNZIONE DELLA REPUBBLICA ,ESERCITATA
DIRETTAMENTE DALLO STATO CHE NE GARANTISCE A TUTTI LA FRUIZIONE, CON PARI
OPPORTUNITA'.
A questo proposito vale la pena ricordare il famoso intervento di Piero Calamandrei, in cui tra l'altro
si afferma che, come non verrebbe in mente a nessuno di contribuire personalmente alle spese
per il funzionamento della giustizia, così a nessuno dovrebbe venire in mente di contribuire
alle spese per l'istruzione nella scuola pubblica, poiché si eserciterebbe una sorta
di "privatizzazione" della stessa facendo venir meno il principio di uguaglianza che vale
su tutto il territorio nazionale.
Ricordo che in questa battaglia abbiamo avuto il sostegno anche di alcuni provveditorati.....
Ma, con l'avanzare degli anni '8o, avanzava anche il concetto che "privato è bello"..
L'anticamera dell'autonomia scolastica, che di lì a poco verrà realizzata su questi parametri.
Col "contributo volontario", si potevano fare viaggi di istruzione più estesi della "lezione di un
giorno fuori sede" che potevano essere consentiti coi fondi della scuola. Non importa se non
sarebbero stati accessibili proprio a tutti ( pazienza: si sarebbe dimostrato che il motivo della
non partecipazione era un'indisposizione, un'intolleranza al pullman.. o all’aereo).
Col "contributo volontario" nella scuola elementare si potevano attivare lezioni di tennis,
di musica, di lingua straniera, di ceramica all'interno dell'orario scolastico , e i genitori,
in fondo con un piccolo contributo, si sarebbero risparmiati di portare i bambini in giro
per la città e di pagare interamente lezioni private.
Il ragionamento apparentemente non fa una grinza... tanto che la battaglia allora l'abbiamo persa.
Il "contributo volontario" è dilagato : per pagare viaggi all'estero, per sovvenzionare i laboratori…
E già qui c'è stato un salto. Si passava da spese relative all'offerta educativa a spese relative al
funzionamento della struttura. Ma la cosa è stata accettata, sia pure con qualche mugugno, quasi
che per ottenere qualcosa di buono, " che funzioni", nella scuola pubblica BISOGNA PAGARLO.
Una volta rotto l'argine, il fiume scorre in piena.
Così, col "contributo volontario", quest' anno più di un genitore nella scuola primaria ha proposto
l'introduzione di un insegnante di inglese "vero", “di madrelingua”, magari un amico di casa, di una
cooperativa sportiva che sostituisca il maestro in quella mansione, di far entrare un insegnante di
informatica, visto che sono stati tagliati per primi...E, visti i tagli, il contributo volontario può anche
servire a pagare i supplenti...e perché no? Muri, bagni, soffitti… Non sono molto lontani da queste
forme estreme di "privatizzazione" quelle associazioni di genitori che si dicono disposti a finalizzare
"il contributo volontario" a un arricchimento dell'offerta educativa, ma assolutamente no all'acquisto
di detersivi e carta igienica...
Credo che il movimento di questi giorni stia riprendendo finalmente la questione dal verso giusto.
NON C'E' UNA DISTINZIONE TRA I CONTRIBUTI VOLONTARI PER L'OFFERTA FORMATIVA
E LE SPESE DI FUNZIONAMENTO DELLA SCUOLA.
LO STATO DEVE ADEMPIERE COMPLETAMENTE ALLA SUA FUNZIONE, CHE E' DI
EROGATORE DELL'OFFERTA FORMATIVA E DI GARANTE DEL FUNZIONAMENTO
DELLE STRUTTURE A CIO' PREPOSTE.
Conducendo questa battaglia noi conduciamo una grande battaglia per la democrazia,
per l'uguaglianza dei diritti su tutto il territorio nazionale, per la qualità dell'istruzione,
per far sì che lo Stato si assuma in pieno quel ruolo che fin qui ha visto con troppa superficialità
la supplenza del privato in un settore che non può che essere PUBBLICO.
Antonia Sani
Aggiornamento tagli scuola primaria a Milano per l'a.s. 2009/2010