NOTIZIE
Bologna,
2008-02-09
Finanziare le scuole private è contro la Costituzione
Grande vittoria della scuola della Repubblica. Comunicato del Comitato bolognese Scuola e Costituzione: Il TAR Emilia Romagna ha sollevato il dubbio di costituzionalità della Legge dell'Emilia Romagna che ha introdotto i finanziamenti pubblici alle scuole private
Comitato bolognese Scuola e Costituzione
www.scuolaecostituzione.it
La Regione Emilia Romagna al giudizio della Corte Costituzionale.
Il
TAR Emilia Romagna, con ordinanza n. 10 del 10 marzo 2008, dichiara
“rilevante e non manifestamente infondata la questione della
legittimità costituzionale della L.R. n. 52/95” “in relazione agli
artt. 33, c.1,2,3, e 117 della Costituzione” e “ordina la trasmissione
degli atti alla Corte Costituzionale”.
Avevamo ragione noi.
Ogni finanziamento diretto alle scuole private è incostituzionale sotto diversi profili:
- “violazione del principio della libertà di insegnamento e della libertà di istituzione di scuole ed istituti di educazione senza oneri per lo Stato”;
- “la previsione di un sostegno finanziario direttamente a favore delle scuole dell’infanzia private per contributi di spesa corrente e di investimento ..appare in contrasto con il divieto costituzionale di oneri finanziari in materia a carico del bilancio pubblico”;
- “ogni contribuzione pubblica – ove rivolta direttamente a favore della gestione di scuole ed istituti di educazione privati – contiene il rischio elevato di una ingerenza sull’organizzazione della scuola stessa”.
La legge n. 52 del 1995 si
può ben considerare la “madre” di tutte le leggi regionali e nazionali
di parità. Essa fu approvata nel 1995 sotto la Presidenza Bersani.
A questa seguirono la Legge “Rivola” del 1999 e quelle di altre regioni.
Nel 2000 fu il riferimento della Legge 62 approvata dal Governo D’Alema, con Ministro Berlinguer.
L’insieme
di questi provvedimenti ha creato una situazione per cui le scuole
private, a partire da quelle dell’infanzia, ricevono finanziamenti da
tre canali: nazionale, regionale e comunale.
Per fare un esempio a
Bologna una sezione di scuola materna privata paritaria riceve, in
seguito a convenzione comunale, circa 14.000 euro. Inoltre riceve 3.000
euro come contributo di miglioramento previsto dalla Legge regionale
26/2001. Il contributo statale è di circa 16.000 euro. Il totale fa
33.000 euro per classe (sezione).
Si può stimare che i contributi pubblici di Stato, regioni e comuni alle scuole private raggiungano un miliardo di euro l’anno.
Addirittura
la finanziaria del 2007 ha tagliato 4 miliardi di euro alla scuola
statale, ma ha incrementato di 150 milioni il finanziamento alle scuole
private.
Altrettanto grave è stato il declassamento della scuola
da istituzione a servizio erogabile a piacimento da scuole pubbliche
gratuite o private a pagamento.
L’art. 33 della Costituzione afferma
infatti che “La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed
istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.”
Pertanto il
compito di assicurare a tutti i cittadini un’istruzione di qualità per
formare i cittadini della Repubblica è assegnato alla scuola statale.
Nessun altro Ente o Istituto può svolgere tale funzione di uguaglianza
e libertà.
Nelle scuole private non c’è libertà di insegnamento, nel
senso che il docente viene reclutato in base alla sua adesione al
progetto culturale della scuola stessa, e libertà di accesso, visto che
lo studente deve aderire ad una precisa impostazione religiosa o
filosofica.
Il testo del ricorso e dell’ordinanza sono reperibili all’indirizzo
http://www.comune.bologna.it/iperbole/coscost/TAR_10mar08/tar.htm
Aggiornamento tagli scuola primaria a Milano per l'a.s. 2009/2010