TERREMOTO IN ABRUZZO
L'AQUILA,
2009-06-12
LETTERA ALLA GELMINI DALL'AQUILA
Effetti negativi della circolare del 4 giugno c.m.
Al Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Dott.ssa M. Gelmini Oggetto: effetti negativi della circolare del 4 giugno c.m.
avente oggetto “ripresa di servizio del personale scolastico dopo gli
eventi sismici”. Gli eventi sismici che stanno colpendo la regione Abruzzo hanno
determinato un’emergenza abitativa senza precedenti e lo spostamento,
alla ricerca di un ricovero, della totalità della popolazione del
comprensorio aquilano nei campi tenda, sulla costa abruzzese e nelle
regioni limitrofe. In questo contesto la maggiore azienda colpita in quanto a numero di addetti e sicuramente quella dell’Istruzione. In questi mesi, per noi personale della scuola è stato determinante
sia il contributo della Protezione Civile che si è prodigata per
garantire a tutti un alloggio mettendo in campo ingenti risorse, sia
quello della Amministrazione scolastica che, a fronte dello stato di
fatto, ha riorganizzato la produzione indicandoci come sede di servizio
quella più prossima al luogo di ricovero sia in regione che fuori. Per il prossimo anno scolastico, da una parte è prevedibile il
permanere dell’emergenza abitativa e dall’altra un calo delle
iscrizioni in tutti gli ordini di scuole. Globalmente sicuramente non potrà essere mantenuto lo stesso livello
occupazionale dal momento in cui, per fare un'ipotesi con numeri tondi,
se verranno a mancare iscrizioni per 200 classi avremo circa 400
docenti in esubero che quindi dovranno essere spostati in altra sede. Si ignorano quindi con questa circolare alcuni fatti:
Al Direttore Generale Personale MIUR Dr. Giuseppe Cosentino
Al Commissario Straordinario Dott. G. Bertolaso
Tutti noi, sia al livello dell’aggregazione familiare sia come
lavoratori integrati nelle rispettive unità produttive, stiamo
riorganizzando le nostre attività e la produzione.
Con riferimento sia al personale docente che ausiliario stiamo parlando
di circa di mille lavoratori che risiedevano e lavoravano nella zona
colpita e di circa duecento lavoratori che risiedevano a L’Aquila e
giornalmente si spostavano per andare a lavorare a Carsoli,
Tagliacozzo, Avezzano, Sulmona fino anche Castel di Sangro
D’altra parte se gli alunni di queste ipotetiche 200 classi che non si
riformeranno si andranno ad iscrivere sparpagliandosi su 2000 classi
diverse è evidente che ogni classe accoglierà un alunno e non sarà
necessario operare nessun sdoppiamento di classe.
In questo contesto con nostra grande sorpresa il 4 giugno è stata
pubblicata una circolare a firma del capo del personale del nostro
Dicastero che dispone la ripresa del servizio al più tardi il 1° luglio
nelle sedi occupate ante 6 aprile “ovunque oggi dimorante o in
servizio”.
Questa disposizione sta comportando un inutile aggravarsi delle
tensioni abitative e comporterà sicuramente un ulteriore elemento di
costo per la Protezione Civile (che si occupa delle sistemazioni nei
campi tenda e hotel) e per Enti Locali (che si occupano delle
sistemazioni negli appartamenti).
Infatti:
-
nessun docente o ATA (collaboratori scolastici, asssitenti amministrativi e tecnici) lascerà mai infatti la sua attuale sistemazione fino a quando non conoscerà la sua vera destinazione lavorativa;
-
nessun docente o ATA comincerà a cercare una sistemazione autonoma fino a quando non conoscerà la sua vera destinazione lavorativa;
Inoltre ancora non si tiene conto del fatto che tutto il personale
sfollato fuori regione è tutto personale che ha provveduto in modo
autonomo alla propria sistemazione. La stessa soluzione potrebbe essere adottata per il personale che dispone di autonoma sistemazione in Regione. In pratica si chiede di applicare nel comparto Scuola del criterio
della “aggregazione” criterio già utilizzato per gli Uffici del
Catasto, gli Uffici Finanziari e gli Uffici Giudiziari ed anche prima
del 4 giugno per il comparto della Istruzione. Tutto questo presuppone naturalmente una accelerazione e non un
ritardo delle operazioni di mobilità ed una ricognizione da parte degli
Uffici Scolastici di quali siano le disponibilità abitative dei propri
dipendenti. In caso contrario c’è il rischio concreto che all’ultimo momento le
persone non si muoveranno se non a fronte di una soluzione abitativa
fornita dalla Protezione Civile o dagli Enti Locali. Si chiede quindi di valutare l’opportunità dei seguenti provvedimenti:
Il loro rientro sulla sede ante
6 aprile, una sede che forse non ci sarà il 1° settembre, costerà
comunque alla Protezione Civile, per una famiglia di 4 persone circa
5000 euro al mese presso una struttura ricettiva; questa cifra equivale
a circa 3 mensilità di un insegnante.
Questo personale potrebbe essere preso direttamente in carico dagli
Uffici Scolastici delle altre Province mediante l’istituto
dell’assegnazione provvisoria interprovinciale.
In questo caso, sistemata in modo quasi non precario la famiglia,
sarebbe possibile per il capofamiglia dedicarsi con maggiore
tranquillità alle operazioni di ricostruzione.
-
annullamento della circolare del 4 giugno;
-
pubblicazione immediata dell’organico di diritto che come è noto viene redatto sulla base delle iscrizioni raccolte a gennaio;
-
pubblicazione dei trasferimenti basati sull’organico di diritto. In questo modo comunque sarà garantita la titolarità del posto in previsione di un rientro futuro.
-
pubblicazione in tempi brevi dell’organico di fatto che come è noto viene redatto sulla base dei discostamenti (positivi e negativi) delle iscrizioni che si riscontrano durante l’estate;
-
accesso per tutti i dipendenti residenti nelle zone colpite dal sisma alle operazioni di utilizzazione ed assegnazione provvisoria;
-
anticipo della data di presentazione della domanda di utilizzazione ed assegnazione provvisoria;
-
ricognizione delle disponibilità abitative dei lavoratori utilizzando il modulo stesso di utilizzazione ed assegnazione provvisoria;
-
proroga per tutto il prossimo anno scolastico della possibilità di poter usufruire dei trasporti pubblici gratuiti;
-
eliminazione dalla bozza di CCRI (Contratto Collettivo Regionale Integrativo) attualmente in discussione della necessità (o la possibilità) di essere utilizzati nei limiti dell’organico di fatto se si dispone di una propria soluzione abitativa;
-
aiuto concreto ai lavoratori che vengano comandati a lavorare e che abbiano perso momentaneamente o permanentemente la propria abitazione; d’altra parte è un po’ complicato chiedere ad un lavoratore spendere più di quello che guadagna per andare a lavorare e le casette se sono previste per gli aquilani che vivono a L’Aquila perché non prevederle anche per gli aquilani comandati a lavorare fuori l’Aquila.
Tutto questo con “l’obbiettivo di contemperare l’interesse dei
dipendenti al miglioramento delle condizioni di lavoro e alla crescita
professionale con l’esigenza di incrementare l’efficacia e l’efficienza
dei servizi prestati alla collettività” (come da art. 3 – CCNL). Questa proposta: Il Coordinatore Nazionale del Sindacato CUB Scuola Il Coordinatore Provinciale dell’Aquila del Sindacato CUB Scuola
- supera la sterile polemica sul blocco
dell’organico dato che non ha senso oggi bloccare una pianta e
dotazione organica quando non ci sono posti di lavoro perché mancano
gli alunni, quanto semmai quello di utilizzare al meglio le risorse. Il
problema per i sindacati che firmano i contratti è a monte ed è quello
di evitare che l’organico diminuisca per effetto dei disposti
legislativi o contrattuali;
- comporta come costo aggiuntivo solo un aggravio del lavoro d’ufficio;
- evita di scaricare integralmente il peso di questa emergenza sulla
Protezione Civile, sui lavoratori e sulle loro famiglie.
- seppure l’adozione di questi provvedimenti comporterà l’assunzione
di supplenti questi costeranno sensibilmente meno di sfollati da far
rientrare a carico della Protezione Civile ovvero potrà essere assunto
personale che già usufruisce o dispone di un alloggio nelle zone
colpite dal sisma.
Prof. Cosimo Scarinzi
Prof. Eligio Caracciolo