VI SEGNALIAMO
Roma,
2009-04-27
Figli alle private? Indice di ricchezza E il fisco le mette tra i beni di lusso
E' tra i parametri dell'Agenzia delle Entrate per la prevenzione dell'evasione E gli elenchi possono essere controllati nelle scuole. Che insorgono
La circolare dell'Agenzia delle entrate - "Prevenzione e contrasto
all'evasione" fiscale - inserisce tra i servizi di lusso anche le
scuole private. La logica è la seguente: se una famiglia può
permettersi di pagare la retta di una scuola privata per uno o più
figli deve avere una capacità di spesa non indifferente che va
ovviamente riscontrata nella dichiarazione dei redditi. Che non può
essere da fame.
Sulle conseguenze la circolare è chiara: "Va sviluppato un attento
esame di elementi di spesa e di investimento indicativi di capacità
contributiva (...) Si raccomanda, altresì, di tenere in debita
considerazione la profonda trasformazione sociale e i nuovi stili di
vita che hanno ampliato lo scenario dei beni e dei servizi indicativi -
prosegue il documento - di elevata agiatezza". In buona sostanza,
pagare alcune migliaia di euro l'anno per una scuola privata viene
considerato un "lusso". Come avvalersi di "porti turistici, circoli
esclusivi, wellness center e tour operator.
Contro la circolare i primi a scendere in campo sono state le scuole
cattoliche. Poi il comunicato di fuoco dei rappresentanti di 9
associazioni (Agesc, Fidae, Agidae, Cnos-Fap, Ciofs-scuola, Fism,
Foe-Cdo, Aninsei, Msc), di cui due laiche, di studenti, insegnanti e
gestori. Condividono "una opportuna lotta all'evasione fiscale" ma non
ci stanno a vedere equiparati i "servizi per il tempo libero e le
scuole private". E ci tengono a precisare che le scuole paritarie fanno
parte del sistema pubblico di istruzione e che "quelli che sono dei
diritti garantiti dalla Costituzione - libertà di educazione e di
scelta scolastica delle famiglie - (in questo modo) verrebbero
considerati come le spese per beni superflui".
La paura è che, per evitare i controlli del fisco, gli utenti possano essere indotti ad evitare le scuole private: "Il messaggio - si legge nel comunicato - può essere interpretato in senso minaccioso: se scegli una scuola diversa dalla statale, hai dei redditi nascosti e perciò devi essere controllato".
(26 aprile 2009)
Figli alle private? Indice di ricchezza E il fisco le mette tra i beni di lusso
- le scuole elementari pubbliche della Provincia di Como versano in una condizione di passiva per non dire prona quiescenza, all'insegna del "lasciamo passare la nottata, domani chissà se ci saremo";
- le scelte didattiche e programmatiche delle stesse, pur onorando i requisiti ministeriali, sono conseguentemente giocate alla giornata, con risultati come è immaginabile scarsamente difendibili ("escursioni" alla conoscenza del territorio con mete decise al momento; visioni occasionali di videocassette; principi pedagogici "luganeghizzati")
- lo sforzo delle direzioni didattiche, dall'inizio dell'anno scolastico e progressivamente, è rivolto a far quadrare i bilanci e a garantire insieme almeno un minimo di continuità "assistenziale" alle classi dalla 2^ alla 4^, per arrivare onorevolmente al termine del triennio;
- le famigerate tre "i" sono state allegramente defenestrate, non dando segni di vita l'informatica, destinato a crepare d'inedia l'inglese lasciato alla Regione, forse soltanto l'Impresa sopravvive, ma ... "avevamo capito male, non credevamo si parlasse di noi!"
CHIEDIAMO
come genitore consapevole quale possa essere la strada per valorizzare le competenze didattico-educative della scuola pubblica, per evitare il mesto approdo della scuola privata che, a prezzo di denaro, monetizza epperò garantisce vuoi il rapporto con la famiglia-cliente; vuoi l'attenzione al discente e al gruppo dei pari; vuoi la sensibilità alle tematiche attuali della società post-fordista, complessa e "sfidante".
... al di qua degli scimmiottamenti, mi rendo conto lavorando in città e vivendo in provincia che la Lombardia è una pelle di leopardo, entro la quale macchie colorate di rosso-verde annegano in uno sfondo catto-leghista che, alla fine, determina il tono medio delle relazioni: anche delle relazioni educative. A quando un Forum dell'Educazione Popolare?