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Roma,
2009-02-21
Su 'Repubblica TV' si è svolto un dibattito dal titolo : ' Caos tempo pieno '
(5 Febbraio) Vi allego, come richiesto, una breve sintesi.
Giacomo Dutto del Ministero
Marco Olivieri preside della scuola elementare 'Cesare Battisti' di Roma
Alberto Ciullini genitore di 'Rete Scuole'
L'impiegato del Ministero rassicura le famiglie affermando che
il tempo pieno sarà garantito a chi ne farà richiesta e secondo i vari
POF, i risparmi verranno fatti con gli orari ridotti che saranno
richiesti, ammette che l'organico subirà una contrazione.
Il
preside ha dei dubbi che possa essere così visto che la domanda di t.
p. aumenta e l'organico diminuisce. Lancia una proposta di dare a tutti
coloro che chiedono il tempo pieno 37 e non 40 ore ( togliendole al
Venerdì ) in modo da non dover escludere nessuno.
Uno dei
giornalisti chiede a Dutto se non sia controproducente per le famiglie
sottoscrivere le preferenze in subordine sul modulo.
Dutto risponde che il modello è solo un suggerimento e che saranno le scuole, secondo gli organici a decidere ( chiaro ? )
Il
genitore da Milano suggerisce di non indicare un ordine di preferenza,
visto che è un suggerimento,,, e di indicare solo un opzione e
ribadirla con un modulo a parte..insomma pari pari il nostro appello.
Fa notare che le 40 ore sono un modello pedagogico, legato alle
compresenze e non una mera questione di quantità di ore (
uscite, laboratori, recupero, approfondimento )
Dutto a questo punto dice che verranno mantenute le compresenze se '' esplicitamente finalizzate ''
Olivieri
pensa che solo le scuole che storicamente hanno il tempo pieno, e anche
le aree geografiche, riusciranno in qualche misura a conservarlo.
Parla dello spezzatino orario che si produrrà e fa alcuni esempi.
Dutto
interrompe dicendo che è con la 'gestione accurata' che si conserverà e
aumenterà la qualità della scuola nonostante i doverosi risparmi.
Il
genitore accenna al discorso del cambiamento per chi ha già iniziato un
ciclo con la garanzia di un determinato tipo di scuola. Quando parla
del tempo-mensa e dei dubbi su chi ci sarà in quel frangente a posto
degli insegnanti,
interviene Dutto dicendo che, insomma, non ci ricorderemo di chi c'era a mensa ma di quello che abbiamo imparato !
Ribatte
il genitore di Milano facendo notare il livello alto della scuola
elementare italiana anche secondo parametri che il governo non
disconosce..e allora perché stravolgerla ?
Il preside fa notare
all'impiegato del Ministero che parlava del maestro unico che ha fatto
crescere bene tante generazioni, il mutato contesto ( più materie e più
articolate, stranieri, handicap...) e che il modello , ad esempio, di
24 ore, tolte le 5 di inglese e religione diventa di 19, che ci si può
fare con una quantità di tempo così esigua ?
Scritto da: Stefano Sinibaldi
Per visionare il dibattito potete cliccare qui
Articolo aggiunto del 5 Febbraio:
Ringrazio Stefano per aver non solo ascoltato per noi la trasmissione, ma di aver trovato il tempo e la voglia di scriverci una breve sintesi. Una precisazione: Dutto non è un impiegato qualsiasi, è il Direttore Generale degli ordinamenti scolastici. Chi dà messaggi confusi, se questa persona, messa alle strette, conferma che le compresenze nel tempo pieno, se specificamente finalizzate, saranno confermate? Non è chiaro, però, come funzionerà il modulo, se si trasforma o meno in tempo pieno e come viene trasformato ... Parla pure di 37 ore per il venerdì? ... Mi sembra evidente che diventa importante l'azione di informazione e la consegna dei moduli di iscrizione integrativi alle scuole da parte di tutti noi genitori, in tutta Italia. La situazione del Sud, come descritto nell'articolo del corriere della sera, è drammatica, anche per la mancanza di reazione da parte delle famiglie ... cosa fare, se per sud si intende anche Napoli?
Scritto da: Gianpaolo Celani
Coord.Muni. II
Articolo aggiunto del 5 Febbraio:
Il succo di tutto ciò è in ogni caso che le istituzioni(o chi per
loro) invece di fornire informazioni corrette stanno dimostrando di
generare ancora più confusione.
Ora esce fuori che le
compresenze potrebbero essere riconfermate se finalizzate(non si
capisce bene finalizzate a cosa) mentre la Gelmini dichiara che non ci
saranno più...insomma facessero pace con il cervello!
Le
parole, come dice Stefano, sono importanti. Io ad esempio non sono un
"utente" della scuola ma un genitore. Detto ciò, il sig. Dutto(in
questo caso né impiegato né direttore ma semplicemente signore) dice
che in futuro non ci ricorderemo di chi era a mensa ma di cosa abbiamo
imparato. Il sig. Dutto ha anche aggiunto che ci si dovrebbe
concentrare sulla qualità della didattica piuttosto che su questioni di
carattere organizzativo. A parte il fatto che non sono d'accordo sul
fatto che della scuola ci si ricorda solo quello che si ha imparato(è
una visione altamente riduttiva della scuola stessa), Dutto ha comunque
dimenticato di dire che è stato proprio il governo a concentrarsi
esclusivamente su questioni di tipo organizzativo senza mettere in
campo una riflessione approfondita sull'efficacia della didattica e dei
modelli pedagogici. Fatto sta che secondo pedagogisti, psicologi,
insegnanti e chi più ne ha più ne metta, le scelte organizzative fatte
avranno conseguenze negative sull'attività didattica e,
conseguentemente, sulla formazione dei nostri figli.
In questa
confusione totale, la campagna per le iscrizioni che, noi come gli
altri coordinamenti, stiamo portando avanti, è invece molto chiara sia
per quanto riguarda gli obiettivi che per quanto riguarda gli
strumenti per raggiungerli. Vogliamo infatti che non venga smantellato
un modello didattico che ha dimostrato di essere efficace, e lo faremo
facendo protocollare delle richieste inequivocabili per chiedere di
confermare i modelli didattici che riteniamo più vicini alla nostra
idea di scuola. Starà poi alle istituzioni scolastiche, nell'esercizio
della propria autonomia e in coerenza coi i propri POF, decidere come
rispondere alle richieste dei genitori.
Riflettiamo un attimo sul perché quei pochi manifesti che abbiamo distribuito hanno dato tanto fastidio.
Hanno
dato tanto fastidio proprio perché dietro di essi non c'è nessun
partito o organizzazione sindacale. Perché questa iniziativa scaturisce
esclusivamente dalla società civile che cerca di colmare un vuoto. E
questo è un fatto che ha sempre fatto paura ai governanti.
Adesso
è fondamentale che le informazioni e i moduli che stiamo dando arrivino
rapidamente a quanti più genitori possibile. Ognuno dovrà fare il
possibile nelle sue scuole, coinvolgere i comitati genitori(laddove vi
siano), rappresentanti dei consigli di circolo, ma sopratutto
rappresentanti di classe, che essendo il punto di contatto più vicino
ai genitori di una classe, possono fornire un contributo fondamentale
per rendere efficace questa campagna.
Diamoci da fare tutti quanti al massimo che il 28 febbraio è vicino.
Scritto da: Giorgio Longo
Coord.Mun. II